Il diritto penale patrimoniale in materia tributaria e le sue aporie applicative.

Negli ultimi trent’anni il legislatore ha dovuto fare i conti con una mutata realtà sociale caratterizzata da forme di criminalità economica provenienti da organizzazioni «complesse», lecite e illecite, a partire dai massivi fenomeni della criminalità economica dei colletti bianchi e della criminalità organizzata. La politica criminale ha individuato nelle confische l’arma più efficace per fronteggiare la criminalità economica: il patrimonio, infatti, non rappresenta più esclusivamente un bene giuridico da tutelare attraverso la predisposizione di fattispecie incriminatrici, avendo assunto la nuova veste di bersaglio privilegiato dell’intervento punitivo. Tuttavia, il legislatore, se da una parte considera la confisca uno strumento fondamentale di politica criminale, dall’altra non ha colto l’occasione per razionalizzare la disciplina generale della confisca penale, che opera in concreto come una vera e propria sanzione penale, ma del tutto svincolata dalle più basilari garanzie penalistiche. Il presente contributo, dunque, si pone l’obiettivo di passare in rassegna le diverse tipologie di confisca che stanno prendendo sempre più piede come modalità di deterrenza dei reati tributari, le quali costituiscono per il destinatario una vera e propria pena patrimoniale, per soffermarsi con maggiore attenzione proprio sull’ipotesi più draconiana e pericolosa con riferimento al rispetto delle basilari garanzie costituzionali e convenzionali in materia penale, la confisca di prevenzione.

 

di Gloria De Santis

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