DICHIARAZIONE FRAUDOLENTA MEDIANTE USO DI FATTURE PER OPERAZIONI SOGGETTIVAMENTE INESISTENTI: IL PAGAMENTO DELL’IVA INDICATA IN FATTURA NON ESCLUDE LA SUSSISTENZA DEL REATO.

Con la sentenza del 30 marzo 2022 n. 11633 il Supremo Collegio affronta, alla luce della Giurisprudenza Comunitaria, il tema dell’eventuale rilevanza del pagamento dell’IVA nell’ipotesi di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni soggettivamente  inesistenti (art. 2 d.lvo 74/2000). Nella vicenda sottoposta all’attenzione della Corte gli indagati erano stati destinatari

L’INDEBITA COMPENSAZIONE PUO’ CONCORRERE CON IL REATO DI DICHIARAZIONE FRAUDOLENTA MEDIANTE USO DI FATTURE PER OPERAZIONI INESISTENTI

Con la sentenza del 6 maggio 2022 n. 18085 la terza sezione della Corte di Cassazione si occupa del rapporto tra il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti ed il reato di indebita compensazione previsto e punito dall’art. 10 quater d.lgs. 74/2000. La vicenda sottoposta all’attenzione della terza sezione aveva

SENZA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA NON E’ CONSENTITO CONDIZIONARE LA SOSPENSIONE DELLA PENA AL PAGAMENTO DELL’IMPOSTA EVASA

Con la sentenza del 2 maggio 2022 n. 16973 la terza sezione della Cassazione applica anche ai reati tributari il principio di diritto in forza del quale il giudice “non può subordinare il beneficio della sospensione condizionale – in difetto di costituzione di parte civile – all’adempimento dell’obbligo delle restituzioni di beni conseguiti per effetto