COSTITUISCE MASSIMA DI ESPERIENZA CORRETTA QUELLA SECONDO LA QUALE VENGONO RESTITUITE AL CESSIONARIO/UTILIZZATORE LE SOMME DA QUESTI CORRISPOSTE A FRONTE DELLE FALSE FATTURE

Segnaliamo all’attenzione dei lettori la sentenza emessa dalla terza sezione della Cassazione n. 27009 del 29.9.2020  in tema di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Nel caso posto all’attenzione della Corte il ricorrente aveva denunciato il vizio di motivazione in cui riteneva fosse incorso il giudice a quo, per avere ingiustificatamente presunto

DICHIARAZIONE FRAUDOLENTA MEDIANTE ALTRI ARTIFICI ED INDEBITA COMPENSAZIONE: IL PROFITTO DEL REATO NON COINCIDE.

Con la sentenza n. 25450/2020, la terza Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha affrontato, tra le altre questioni, quella relativa ad un’illegittima determinazione del profitto sequestrabile a fini di confisca, considerandosi, a parere del ricorrente, una erronea duplicazione del valore dell’imposta sottratta all’erario. Nel caso di specie i fatti si sostanziavano nella commissione

Il diritto penale patrimoniale in materia tributaria e le sue aporie applicative.

Negli ultimi trent’anni il legislatore ha dovuto fare i conti con una mutata realtà sociale caratterizzata da forme di criminalità economica provenienti da organizzazioni «complesse», lecite e illecite, a partire dai massivi fenomeni della criminalità economica dei colletti bianchi e della criminalità organizzata. La politica criminale ha individuato nelle confische l’arma più efficace per fronteggiare

DICHIARAZIONE FRAUDOLENTA MEDIANTE ALTRI ARTIFICI: IL COMMERCIALISTA RISCHIA IL CONCORSO NEL REATO SE APPONE UN VISTO DI CONFORMITA’ MENDACE.

Con la sent. n. 26089 del 16.9.2020, la terza sezione della Cassazione ha confermato l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Cosenza attraverso la quale era stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto dei reati di cui agli artt. 3 e 10 quater co. 2 D.lgs. 74/2000 contestati (tra gli altri) anche al

INDEBITA COMPENSAZIONE DI CREDITI NON SPETTANTI (ART. 10 QUATER D. LGS. 74/2000): LA CASSAZIONE APRE ALL’UTILIZZABILITÀ DEI CREDITI ANCHE IN CASO DI MANCATA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE.

Poniamo all’attenzione dei lettori la recentissima sentenza n. 25992 del 11 settembre 2020 in tema di art. 10 quater co. 1 Dec. Lgs. 74/2000. Con precedente pronuncia del 17 gennaio 2018 n. 41229 (poi confermata dalla sentenza n. 43627 del 21 giugno 2018), la Corte aveva ritenuto che “la mancata presentazione della dichiarazione (annuale) impedisce

SEQUESTRABILITÀ DEI BENI CONFERITI IN UN TRUST: I POTERI ATTRIBUITI AL GUARDIANO POSSONO COSTITUIRE INDICE PRESUNTIVO DELLA FINALITÀ SIMULATORIA

Segnaliamo la sentenza n. 25991 del 15.9.2020 con la quale la terza sez. della Cassazione ha confermato la legittimità del “sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni conferiti in un trust dall’indagato, ove sussistano elementi presuntivi tali da far ritenere che questo sia stato costituito a fini meramente simulatori”. La Corte ha confermato

L’insostenibile intransigenza della Cassazione nell’interpretazione delle disposizioni di cui al Dec. Lgs. 74/2000.

Con una recente decisione la Suprema Corte conferma la tendenza ad aderire alle interpretazioni più “intransigenti” delle norme previste dal dec. lgs. 74/2000. In particolare, in forza di argomentazioni che suscitano significative perplessità alla luce del dettato normativo e/o della espressa volontà del legislatore, permane la volontà di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale attraverso l’ampliamento

LA CASSAZIONE CHIARISCE LA NATURA DEI RAPPORTI TRA IL REATO DI OCCULTAMENTO O DISTRUZIONE DELLE SCRITTURE CONTABILI (ART. 10 DEC. LGS. 74/2000) E LA BANCAROTTA FRAUDOLENTA DOCUMENTALE.

Con la sentenza n. 22486 del 24 luglio 2020 la Cassazione ha precisato che il reato di distruzione o sottrazione delle scritture contabili punito dall’art. 216 co. 1 n. 2 L. Fall. può concorrere con il delitto di occultamento o distruzione delle scritture contabili di cui all’art. 10 Dec. Lgs. 74/2000 anche quando la condotta

APPLICABILITÀ DELL’ESIMENTE DELLA FORZA MAGGIORE ALL’IPOTESI DI MANCATO PAGAMENTO DELLE IMPOSTE A CAUSA DELLA GRAVE CRISI ECONOMICA DELLA SOCIETÀ: LA CASSAZIONE CONFERMA LA LINEA “DURA”.

Con la sentenza n. 23196 del 30.7.2020 la Suprema Corte ha ribadito il proprio orientamento in tema di applicabilità dell’esimente della forza maggiore di cui all’art. 45 c.p. alle ipotesi di mancato pagamento delle imposte dovuto alla crisi economica della società. Sull’imputato grava l’onere di provare sia che la crisi economica dell’azienda non sia a

Reati tributari e dec. lgs. 231/01 alla luce della conversione in legge del decreto fiscale e dell’entrata in vigore del dec. lgs. 75/2020

L’ultimo trimestre del 2019 ha visto la conversione in Legge del c.d. Decreto Fiscale (D.L. 26 ottobre 2019 n. 124 – Legge di conversione n. 157 del 19 dicembre 2019). La nuova normativa ha modificato la materia della “Responsabilità amministrativa degli enti”, il D.Lgs. 231/01, introducendo l’art. 25 quinquiesdecies, rubricato “Reati tributari”. Tale disposizione, richiamando una

Le novità introdotte del Decreto Legislativo 14 luglio 2020 in attuazione della cd. direttiva PIF (direttiva UE 2017/1371) relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale.

Segnaliamo ai lettori l’entrata in vigore – a far data dal 30 luglio 2020 – del D.lgs. n. 75/2020 (pubblicato sulla GU Serie Generale n. 177 del 15-07-2020) che contiene interviene con importanti modifiche che incidono sul codice penale, sul d.lgs. 74/2000 e sulla responsabilità penale degli Enti. Approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta