IL DECRETO PENALE DI CONDANNA PER REATI TRIBUTARI NON PUO’ PREVEDERE LA CONFISCA DEL PROFITTO DEL REATO.

Siamo lieti di ospitare e pubblicare  la nota di commento del Prof. Francesco Ardito alla sentenza  della Cassazione, sez. terza penale, 11 settembre  2020 – 2 novembre 2020, n. 3029. __________ La vicenda trae origine dalla impugnazione, proposta da un imprenditore, di un rigetto di riesame di un decreto di sequestro per il reato di

EMISSIONE DI FATTURE PER OPERAZIONI INESISTENTI: IN ASSENZA DI PROVA CONTRARIA, IL LUOGO DI EMISSIONE VA DETERMINATO PRESSO LA SEDE AMMINISTRATIVA O OPERATIVA NELLA QUALE LA SOCIETÀ CUSTODISCE LA DOCUMENTAZIONE CONTABILE, ANZICHÈ NEL LUOGO IN CUI HA LA SEDE LEGALE.

Con la sentenza n. 20567 del 26 giugno 2020 la terza sez. della Corte di Cassazione è intervenuta sul tema dell’individuazione del luogo di consumazione del reato di cui all’art. 8 Dec. Lgs. 74/2000, in ragione del quale, ai sensi del combinato disposto degli artt. 8 c.p.p. e 18 Dec. Lgs. 74/2000, si determina il

Secondo numero della raccolta indicizzata delle sentenze in tema di reati tributari

Secondo numero della raccolta indicizzata delle sentenze in tema di reati tributari

Pubblichiamo il secondo numero della raccolta indicizzata delle sentenze in tema di reati tributari, depositate dalla Corte di Cassazione nel primo semestre 2020. In questo secondo numero sono state raccolte le sentenze aventi ad oggetto  i delitti di “Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici”, “Dichiarazione infedele”, “Omessa dichiarazione” (3 – 4 – 5 Dec. Lgs. 74/2000).

La (scarsa) rilevanza in sede penale delle presunzioni tributarie

Con la sentenza in commento, la Suprema Corte di Cassazione ribadisce il seguente principio di diritto:“spetta esclusivamente al giudice penale il compito di determinare l’ammontare dell’imposta evasa, da intendersi come l’intera imposta dovuta e non versata – peraltro anche suscettibile dapprima di sequestro e, poi, di confisca – in base ad una verifica che può

Raccolta indicizzata delle più interessanti sentenze in materia di reati tributari emesse dalla Corte di Cassazione nel primo semestre 2020

Raccolta indicizzata delle più interessanti sentenze in materia di reati tributari emesse dalla Corte di Cassazione nel primo semestre 2020

  L’Osservatorio Reati Tributari mette a disposizione degli utenti una raccolta indicizzata delle più interessanti sentenze in materia di reati tributari depositate dalla Corte di Cassazione tra il 1 gennaio 2020 ed il 30 giugno 2020. La pubblicazione, in formato elettronico, sarà suddivisa in più numeri nei quali saranno collazionate, integralmente o per estratto, le

IL DEPOSITO DELLA DOMANDA DI AMMISSIONE ALLA PROCEDURA DI CONCORDATO PREVENTIVO NON ESIME DAL PAGAMENTO DEI DEBITI TRIBUTARI CHE SCADONO SUCCESSIVAMENTE

Segnaliamo ai lettori la sentenza n. 13628 del 20 febbraio 2020 (depositata il 5 maggio 2020), con cui la Corte di Cassazione si è pronunciata in ordine al rapporto intercorrente tra la procedura di concordato preventivo e gli effetti inibitori che la stessa potrebbe avere rispetto all’obbligo di versamento delle ritenute dovute o certificate imposto dalla legge tributaria. A mezzo

INDEBITA COMPENSAZIONE: LA PROVA DEL DOLO E’ IN RE IPSA SOLO IN CASO DI COMPENSAZIONE DI CREDITI INESISTENTI E NON ANCHE PER LA COMPENSAZIONE DI CREDITI NON SPETTANTI

Con la sentenza n. 27599 del 6.10.2020 la terza sez. della Cassazione ha ribadito ulteriormente il proprio orientamento in tema di elemento psicologico del reato richiesto dall’art. 10 quater dec. lgs. 74/2000. Più precisamente, ad avviso della Suprema Corte, l’inesistenza del credito portato in compensazione costituisce, salvo prova contraria, un indice rivelatore della coscienza e

COSTITUISCE MASSIMA DI ESPERIENZA CORRETTA QUELLA SECONDO LA QUALE VENGONO RESTITUITE AL CESSIONARIO/UTILIZZATORE LE SOMME DA QUESTI CORRISPOSTE A FRONTE DELLE FALSE FATTURE

Segnaliamo all’attenzione dei lettori la sentenza emessa dalla terza sezione della Cassazione n. 27009 del 29.9.2020  in tema di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Nel caso posto all’attenzione della Corte il ricorrente aveva denunciato il vizio di motivazione in cui riteneva fosse incorso il giudice a quo, per avere ingiustificatamente presunto

DICHIARAZIONE FRAUDOLENTA MEDIANTE ALTRI ARTIFICI ED INDEBITA COMPENSAZIONE: IL PROFITTO DEL REATO NON COINCIDE.

Con la sentenza n. 25450/2020, la terza Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha affrontato, tra le altre questioni, quella relativa ad un’illegittima determinazione del profitto sequestrabile a fini di confisca, considerandosi, a parere del ricorrente, una erronea duplicazione del valore dell’imposta sottratta all’erario. Nel caso di specie i fatti si sostanziavano nella commissione

Il diritto penale patrimoniale in materia tributaria e le sue aporie applicative.

Negli ultimi trent’anni il legislatore ha dovuto fare i conti con una mutata realtà sociale caratterizzata da forme di criminalità economica provenienti da organizzazioni «complesse», lecite e illecite, a partire dai massivi fenomeni della criminalità economica dei colletti bianchi e della criminalità organizzata. La politica criminale ha individuato nelle confische l’arma più efficace per fronteggiare